Maratea, Basilicata

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2 thoughts on “Maratea, Basilicata

  1. Il suo nome sembra che derivi da un miscuglio tra latino (maris) e greco (Thea), la Dea del Mare.
    E’ l’unico Comune della Basilicata che affaccia sul mar Tirreno con una splendida costa di 32 km, tratti di roccia a picco sul mare, dove in alcuni punti il verde della vegetazione sfuma lentamente nell’azzurro abbagliante dell’acqua.
    I meravigliosi fondali sono ben visibili anche dall’alto: è possibile, infatti, affacciarsi in una delle tante piazzole lungo la strada che collega Sapri a Praia a Mare e godere di panorami stupendi; ma una gita in una barca non può non lasciare incantati, esterrefatti. Lungo quel tratto di paradiso si possono ammirare più di cento grotte marine e terrestri e una bella isoletta verde, l’isola di Santo Janni.
    Questo ed altro ancora, è il motivo per cui Maratea è definita la “Perla del Tirreno”.
    E’ conosciuta anche per le sue numerose chiese, cappelle e monasteri, ben 44 in tutto, un numero importante per un comune con poco più di 5000 abitanti ma ciò che l’ha consacrata alla fama mondiale è la statua bianca alta 22 metri del Cristo Redentore, la seconda dopo quella più famosa di Rio de Janeiro, in cima al Monte San Biagio a 645 metri sul livello del mare, che domina l’intero Golfo di Policastro.
    E’ stata donata alla popolazione di Maratea dal conte Stefano Rivetti nel 1965 ed è stata eretta di fronte all’antico Santuario dedicato a San Biagio che è anche il Santo Patrono. Il Cristo di Maratea ci appare con le braccia aperte rivolte verso il Cielo e lo sguardo verso le montagne lucane ma che, per uno strano effetto ottico, sembra che rivolga il suo sguardo al mare. Il panorama mozzafiato che si gode dal Cristo in una giornata limpida e tersa è senz’altro uno dei più spettacolari al mondo. In prossimità della Statua del Cristo Redentore si può ammirare l’antica città di Maratea, oramai ridotto a villaggio abbandonato, costituito da una serie di casupole in pietra.
    Il territorio della zona è sempre stato abitato; sono stati ritrovati, infatti, resti di insediamenti umani nelle grotte costiere dell’Età Paleolitica. Nei pressi dell’isolotto di Santo Janni, invece, sono stati recuperati numerosi reperti archeologici dell’Epoca Romana e nella frazione di Fiumicello Santa Venere sono stati rinvenuti resti di un antico Tempio dedicato a Venere, che probabilmente ha dato il nome all’intera area.
    Ci si ritrova a passeggiare nei vicoletti della città, pulita, curata, adornata, pensando di trovarsi in un posto senza tempo e senza fine perché tutto sembra un sogno. I fiori ai balconcini, le fioriere per strada, i negozi antichi ma vivi, la cortesia dei marateoti, tutto fa venire voglia di ritornare prima di andare via, perché lo sguardo incontra solo immagini di un’impareggiabile bellezza.
    Maratea Porto è altrettanto abbellita e decorata. Dappertutto impera l’ordine e la pulizia, oltre che il buon gusto e la raffinatezza che le ha comportato, negli anni, un turismo di livello elevatissimo, testimoniato anche dalle strutture alberghiere tra le migliori di Italia.
    Le frazioni di Maratea sono tutte molto belle, da Acquafredda di Maratea fino a Castrocucco sulla costa, e anche quelle della parte interna non sono da meno: tutti borghi ben mantenuti e curati nel tempo.
    Una menzione particolare va espressa per l’ottima cucina tradizionale fatta di piatti semplici e genuini, un misto di mare e monti dove su tutti gli aromi ne domina uno in particolare: il finocchietto selvatico che viene introdotto in molte specialità locali.
    E’ questo il fascino di un’antica città del mare che ogni anno richiama migliaia di turisti in cerca di emozioni causate da una natura ancora incontaminata e selvaggia.

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